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Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo
Mario Palazzi

Il Procuratore della Repubblica dirige l'ufficio, ne organizza l'attività ed esercita personalmente le funzioni attribuite dalla legge al pubblico ministero o le assegna, sulla base di criteri prestabiliti, agli altri magistrati addetti all'ufficio. Può, inoltre, delegare ad uno o più magistrati la cura di specifici settori di affari, individuati con riguardo ad aree omogenee di procedimenti ovvero ad ambiti di attività che necessitano di uniforme indirizzo. Oltre ad esercitare le funzioni direttive contribuisce anche alla diretta gestione degli affari e, in particolare, tratta gli affari penali che si autoassegna, si occupa di tutti gli affari civili e commerciali, di tutti gli affari concernenti le esecuzioni penali e di tutte le notizie di reato contro ignoti per le quali non siano richiesti specifici atti di indagine. Vigila, infine, sugli ordini professionali, il notariato, il P.R.A. e lo stato civile.

Il Procuratore Mario Palazzi, entrato in magistratura con D.M. 11.4.1995, tranne una breve parentesi, ha sempre svolto la funzione di pubblico ministero. Dal 2011 alla Procura di Roma, assegnato alla DDA, si è occupato, tra l’altro, delle organizzazioni mafiose “autoctone”, le cui indagini lo hanno portato ad ottenere risultati significativi in fase dibattimentale. Altresì, come pubblico ministero ha trattato reati contro la PA, istruendo indagini di grande complessità sfociate in numerosi dibattimenti. Ha svolto le funzioni requirenti in Ariano Irpino (dove ha ricoperto l’incarico di Procuratore f.f.) Perugia ed in Rieti, praticando ogni possibile settore dell’attività del pubblico ministero e confrontandosi continuativamente con le tematiche, anche diverse in ragione della dimensione degli uffici, dell’organizzazione, con la consapevolezza che l’idea di una “magistratura orizzontale” si declini attraverso l’impegno ed il contributo di tutti, non solo degli apicali. Per circa sei anni ha avuto anche esperienze fuori ruolo che gli hanno consentito di acquisire esperienza di confronto con altre professionalità e nuove conoscenze tecniche di grande utilità per l’esercizio delle funzioni giurisdizionali. Ha sempre dedicato tempo ed energie alla formazione, come discente e docente, così come ai giovani magistrati, ritenendo l’attività di magistrato affidatario o coordinatore non solo un “dovere” a favore delle nuove generazioni ma una occasione di continua crescita.

Segreteria del Procuratore

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